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Shadows Poland Tour

Shadows Poland Tour

GIORNO I

Una notte buia, in cui solo la Luna fa capolino di tanto in tanto, ci accompagna insieme al pianto di un bambino verso Varsavia, dove stiamo per atterrare e ci attende una nuova avventura in terra polacca.

Sono passati quattro lunghissimi anni dal Metamorfosi Tour e dalla mia prima esperienza da queste parti (guarda le foto). La prima volta all’estero da solo, in mezzo a sconosciuti diventati amici, inseguendo un sogno iniziato al Chiostro della Ghiara a Reggio Emilia e proseguito con tappe in Italia ed in Germania. Dopo questo tempo torno con l’esperienza incredibile di quel tour, dei concerti in giro per l’Europa del Chronos Tour (fra cui una bellissima serata alla Roundhouse di Londra), una laurea, un posto di lavoro e tante altre cose che hanno cambiato in meglio la mia vita. Torno con maggiore consapevolezza e con un nuovo compagno di viaggio, con cui ho intrapreso un inedito cammino compositivo un paio di anni fa, fino a “Shadows”, frutto di questa collaborazione.

Mentre intravedo le prime luci di Varsavia, ripenso al Tour che fino ad oggi ci ha portati in giro per l’Emilia, poi più a nord, fino a Milano, a cui è seguito il grande salto dei bellissimi concerti in terra tedesca ed ora qui, a riprendere una storia messa in pausa nel 2013. La chiave è sempre Mario (che in realtà si chiamerebbe Mariusz, ma che tutti apostrofano con il nome italiano). Persona speciale, folle e generosissima, che per la seconda volta mi ha permesso di essere qui… e ancora una volta mi/ci ospita a casa sua, facendoci da taxi dall’aeroporto di Modlin. Domani sarà sul palco insieme a noi… e questa è la prima grande novità!

Ceniamo, o meglio facciamo la seconda cena, a notte fonda, accolti in modo calorosissimo, in netta contrapposizione al clima, come ormai ci stiamo abituando bene in tutti i concerti all’estero. Due carezze a Mango, un gattone nero, vero padrone di questa casa, ed un saluto alla piccola Matilde, e poi a letto, che ormai è notte fonda e domani si inizia a fare sul serio.

GIORNO II

La sveglia suona alle 7 meno un quarto ed a me sembra di dormire da appena 5 minuti. Colazione veloce e poi in macchina, di corsa fino a Łódź, sotto ad un cielo grigio e piovoso. Arriviamo a destinazione in ritardo di 20 minuti e veniamo letteralmente prelevati, spediti in camerino (passando direttamente dalla prima fila del teatro, praticamente davanti a tutti, con tanto di valigie). Cambio al volo e lanciati sul palco dove attacchiamo con “Universal Gravitation” e proseguiamo con “Whisper”, davanti ad una platea strapiena.

Tutto molto bello, intenso e veloce.

Al termine dell’esibizione, sbuca Mario da chissà dove e ci presenta. Dieci minuti prima lo avevamo abbandonato in mezzo al traffico di Łódź vestito “alla buona”, ora ce lo ritroviamo sul palco impeccabile: non ho veramente idea da dove sia saltato fuori!

Recuperiamo i suoi due bellissimi figli e ci rechiamo a pranzo… e poi di corsa verso il secondo evento.

Suoniamo in un posto che in parte mi ricorda il Catomes Tòt di Reggio Emilia, seconda data di questo Shadows Tour.

In questo caso ci esibiamo mentre Mario si allena con i suoi ritratti con i piedi… ed io lotto con il pedale del pianoforte, che sembra funzionare ad intermittenza.

L’ora di concerto scorre veloce ed è bello vedere come la gente che passa per strada, incuriosita, entra e si scatena sulle note di “Bad Romance”.

Anche in questo caso, non appena finito, dobbiamo volare a Rogòw, dove ci aspetta il terzo concerto del giorno…!

Con Rogòw ho un rapporto particolare, nato quattro anni fa quando, per inaugurare il loro nuovo centro culturale, hanno organizzato un mio concerto last minute, regalandomi una serata magica. Da allora tante cose sono cambiate, il comune ospita regolarmente eventi, si è dotato di una bellissima sala concerti e di un ottimo pianoforte digitale Kawai. Torno qui con il cuore in mano e mi aspetto tanto da questa serata.

Le aspettative sono ripagate: io e Francesco ci esibiamo in una sala strapiena, con più di 100 posti prenotati, accompagnati da Mario che, in tempo reale durante lo show, realizza il ritratto di una bambina usando i piedi, mentre viene proiettato nello schermo in mezzo a noi.

La serata è un sogno e scorre intima e veloce fra i brani di Shadows e alcune cover. Daniel, il sindaco di questo paesino, è una persona fantastica che crede fortemente nella cultura ed è capace di portare 100 persone su 2000 abitanti a questi eventi.

Il concerto si chiude con due bis ed in particolare nel secondo, “Frammenti”, do tutto me stesso e raggiungo un nuovo equilibrio, sconvolto negli ultimi giorni prima del tour da alcuni fatti famigliari.

Non nascondo che è proprio per serate come questa che, fra tutte le difficoltà, dedico il mio tempo alla musica. La magia di simili eventi è indescrivibile.

Dopo una lunga sessione di autografi e un discorso pieno di gratitudine con Daniel, dove lo incoraggio, è ora di andare a letto… anche se nel viaggio di ritorno ci concediamo una velocissima visita alla Manufaktura. Questo posto, ex fabbrica tessile come più o meno tutta Łódź, ha goduto di un fantastico processo di riqualificazione che ha trasformato un’industria nel centro cardine della città. Qui è presente un centro commerciale e tantissimi localini e devo dire che tutto quanto è molto suggestivo.

Ormai sono in piedi da 14 ore, ho fatto il viaggio da Varsavia a Łódź, suonato a tre concerti. Ho vissuto a pieno la mia splendida giornata, intensa e ricca di emozioni, ed è ora di dormire, stanco ma felice.

GIORNO III

Domenica ci accoglie con un’alba piena di vento, freddo e pioggia. Oggi salutiamo Mario, che si godrà la giornata con i suoi figli, e veniamo ufficialmente presi in carico da Joanna e Paulina. Le nostre nuove compagne di viaggio sono ironiche, energiche e piene di vita e ci troviamo subito benissimo. Mi piacciono queste persone che emanano positività e che, nonostante per loro sia domenica e avrebbero una famiglia con cui passare il loro tempo libero, si dedicano a noi con onesto entusiasmo, trattandoci da signori e portandoci in giro da un concerto all’altro.

A proposito di concerti: oggi si inizia a mezzogiorno in una chiesa, nel paesino di Bedon. Di fronte ci troveremo un pubblico abbastanza diverso rispetto ai primi tre eventi e per rispetto del luogo, sono “costretto” a non indossare il mio fedele cappello.

Nonostante ciò, il posto in cui suoniamo è stupendo e si crea fin da subito un bellissimo clima, armonioso e caldo, in contrapposizione a quanto accade fuori. Per l’occasione ho scelto una scaletta più lenta che si sposa benissimo con il riverbero naturale del luogo e il pubblico sembra apprezzare. L’ora di concerto scorre veloce e alla fine ci fermiamo a firmare tanti autografi! Suonare in questo posto si è rivelata essere un’esperienza molto suggestiva!

Come ormai avrete capito, anche in questo caso siamo di corsa e andiamo subito a pranzo. Anche se ha smesso di piovere, fa un freddo incredibile (almeno per noi italiani, abituati agli almeno 10 gradi in più di casa nostra) e tanto per cambiare sto iniziando ad ammalarmi (mi era capitato anche durante il tour in Germania). Per fortuna le nostre tutor ci portano a prendere delle zuppe calde, che mi riattivano la circolazione sanguigna.

Dopo la breve pause, è ora di viaggiare fino a Łowicz, meta più lontana di questo tour.

A questo punto vorrei spendere due parole sul lavoro “nascosto” dell’organizzazione: mentre infatti Paulina e Joanna ci fanno da autiste, ci portano ai concerti, a pranzo, cena, etc., in contemporanea altri due membri dello staff montano gli strumenti, settano tutto a dovere per il live, smontano gli strumenti al termine di questo, li portano nel luogo del secondo evento, rimontano tutto in modo che sia pronto non appena noi arriviamo, e smontano di nuovo tutto alla fine. Questo, oltre a permetterci di arrivare a destinazione mezz’ora prima dell’orario di inizio, garantisce la possibilità di esibirsi due (o più) volte al giorno ed in totale comodità. Sinceramente nella mia vita di musicista non mi era mai successo nulla di simile: sono abituato a montarmi e smontarmi da solo la roba, andando nel luogo di esibizione anche molte ore prima del live. Inutile negare l’incredibile comodità che mi garantisce l’organizzazione… e anche che mi sento un vero VIP!

A Łowicz riesco a fulminare gli ear monitor (mai fare toccare le polarità opposte =) ) e ho un gran mal di testa, dovuto al freddo e al vento dell’intera giornata. Ciononostante la sala appare molto intima e promette un bel concerto.

In apertura canta alcuni brani Lesiak (spero che si scriva così, non me ne vogliano i miei amici polacchi), e poi tocca a noi e alla nostra “Universal Gravitation”. Nelle varie scalette che ho preparato, ho cercato di creare un’ossatura di brani da ripetere quasi sempre e variarne alcuni degli altri. Come potete immaginare, i brani di “Shadows” sono stati quasi sempre presenti e devo dire che mi è risultato piacevole suonarli e risuonarli. Mi hanno ricordato i mesi di lavorazione e tutto il tour fino ad oggi, fatto di bellissime serate ed emozioni.

Devo dire che suonare tanto mi ha fatto bene (ultimamente con il lavoro ho un po’ trascurato lo studio dello strumento) e mi sento molto più sciolto e veloce (benché non sia dotato di tecnica sopraffina). Così mi prendo qualche libertà e improvviso, provando anche suoni nuovi… come in “Another Brick in the Wall”, con cui chiudiamo anche questo concerto.

 

Prima di andare a letto ci attende una simpatica avventura: il portinaio dell’hotel infatti crede che siamo appena arrivati (in tutti i concerti ci portiamo dietro le valigie che contengono la strumentazione, i piatti della batteria, i cd etc.) e inizia a farci cento diecimila domande in polacco, di cui ovviamente non capiamo nulla. E più noi non capiamo, più lui chiede…! Dopo una ventina di “ovski” si accorge che ci siamo già registrati, ci dice qualche altra parola a caso e ci lascia entrare. Francesco mi scoppia a ridere seduta stante, mentre io ci bevo su: Daniel ci ha regalato dell’ottima Vodka, ma non possiamo permetterci di portarla in aereo per motivi di peso massimo. Ah niente, mi toccherà finirla!

GIORNO IV

Il quarto giorno è purtroppo l’ultimo di concerti. Ormai abbiamo suonato tantissimo e ci sembra di essere via da una vita, che bella esperienza che stiamo vivendo!

Solita colazione calda e poi via, verso Andrespol, dove ci esibiremo in una scuola! Questa meta è sicuramente molto singolare e devo dire che mancava: dopo il teatro, il centro culturale, la chiesa, il palazzetto della scuola è sicuramente qualcosa di estremamente diverso e motivante.

 

La palestra è piena ed il pubblico abbastanza particolare. Anche in questo caso Lesjak ci fa da Opening Act, preceduto da alcune ragazze che si esibiscono in un brano di Cristina Aguilera.

È suggestivo constatare come tutta la scuola si sia fermata per il nostro concerto ed il clima di generale allegria che si respira.

Alla fine della nostra esibizione, l’ultima di questo tour, ci fermiamo per una lunga serie di foto ed autografi, dove i ragazzi si mostrano entusiasti e ci trattano come se fossimo la super boy band del momento! Complimenti che fanno certo piacere e che concludono al meglio l’avventura musicale.

Nel frattempo fuori inizia a nevicare (e io fino a pochi giorni fa mi lamentavo dei 15 gradi italiani…!) e a noi non resta che fare una foto ricordo con tutti!

Ora che le nostre fatiche sono terminate, abbiamo un pomeriggio di relax, in cui cerco in primis di riprendermi e, verso sera, mi concedo una lunga passeggiata insieme a Francesco per le vie di Łódź. È la primissima volta che siamo soli e abbiamo tempo per studiare la zona. Nei giorni scorsi infatti siamo sempre stati traghettati e ci sono stati mostrati i lati migliori di questa cittadina.

A partire dal nostro hotel, abbastanza in periferia, ci addentriamo per vie completamente buie, dirigendoci verso il centro città. Attraversiamo quartieri grigi e desolati, fatti di edifici alti, austeri e tutti uguali, retaggio del periodo sovietico in cui, in nome dell’uguaglianza, ogni identità era completamente negata. Man mano che ci avviciniamo alla parte centrale, i palazzi migliorano leggermente, anche se l’aspetto generale è di una città decaduta, ferma ad un passato migliore, ma allo stesso tempo piena di energie vitali e di rinnovamento, che fanno sperare in una rapida rinascita. Fa un freddo incredibile (l’ho già detto in precedenza, ma stasera è elevato all’ennesima potenza) e ciononostante ci addentriamo per Ulica Piotrkowska, lunghissima via principale che taglia in due tutto il centro.

Svoltiamo a sinistra e percorriamo tutto il marciapiede, passando di fronte al luogo del secondo concerto e a due passi dal teatro filarmonico, dove mi esibii tre anni fa. Proseguiamo incontrando pochissime persone e un’ambulanza che, prendendo il viale pedonale, mi avrebbe certamente investito se non avessi previsto le sue mosse.

Da qui arriviamo ad una grande piazza, che un tempo era il centro nevralgico della città, e proseguiamo verso la Manufaktura, dove ci rifugiamo in un pub per riscaldarci dal clima terribile e riprendere un po’ di colore.

Qui ci raggiungono Paulina e Joanna che, ancora una volta, ci dedicano il loro tempo per portarci fuori a cena. Qui ci regalano un disco con i maggiori successi polacchi e ci regalano una compilation di canzoni polacche, che certamente ascolterò nei quotidiani tragitti verso lavoro che mi aspettano. Per una volta, riusciamo ad andare a letto presto!

GIORNO V

 

 

L’ultimo giorno ci accoglie un sole incredibile (il primo in due viaggi in Polonia), inedito e inebriante, che ci permette di riscoprire in parte la città. Al mattino infatti ripercorriamo Ulica Piotrkowska e scopriamo cose che la sera prima incredibilmente non avevamo visto, nonostante fossimo transitati negli stessi identici luoghi! Il freddo devo dire che gioca brutti scherzi.

Qui facciamo colazione e proviamo un paio di dolci locali, devo dire niente male.

Salutiamo Paulina e Joanna che ormai si sono affezionate a noi (o forse sono solo dispiaciute di dover tornare a lavoro dopo alcuni giorni di relativo cazzeggio) scattando un’immancabile foto ricordo e veniamo consegnati ad un nuovo autista.

Ad accompagnarci in aeroporto è un politico locale, appartenente al partito radicale cattolico che è al governo, antieuropeista, difensore della famiglia tradizionale, mediamente nazionalista e razzista. Per le due ore che impieghiamo per arrivare a destinazione discutiamo civilmente di politica locale, affari internazionali, politiche energetiche, cultura, filosofia e musica. Nonostante siamo su binari completamente diversi, trovo la conversazione comunque molto interessante e necessaria a comprendere meglio la Polonia ed il suo popolo.

In aeroporto invece faccio la conoscenza di Adam, un ragazzo omosessuale polacco emigrato ad Edimburgo (immagino proprio a causa di persone come il nostro autista). Lo trovo molto simpatico e ci offre un bicchiere di vino dopo i controlli di sicurezza. Che dire: il mondo è bello perché è vario ed oggi il karma ci ha offerto sue prospettive ben definite. Io onestamente preferisco il vino.

Atterriamo a Bergamo che ormai è notte inoltrata e io sto scrivendo questo articolo (iniziato in macchina con Mario, continuato di notte in hotel e terminato dal veterinario con il mio gatto).

Questa esperienza è stata piena di sensazioni positive, energia, condivisione, musica. Ho passato giorni fantastici, trattato come un signore, con un’organizzazione impeccabile. Sono molto orgoglioso di aver portato “Shadows” fin qui, dopo otto mesi di tour in Italia e Germania, e molto grato al feedback che ci è stato dimostrato.

Un grande grazie va di dovere a Mariusz, il nostro manager per l’Europea centro-orientale e grande amico, Tomek, tour manager, Daniel, per la magica serata di Rogów e per tutto quello che fa per rendere speciale un paesino di 2000 abitanti, Joanna, per i tanti chilometri che le abbiamo fatto fare, le traduzioni e la contagiosa energia positiva che la contraddistingue, Paulina, per le tantissime risate fatte insieme, e tutte le persone che hanno reso questo possibile, compreso il pubblico che ci ha donato calore ed affetto. Speriamo di incontrarci di nuovo lungo la strada.

Andrea

Per i più curiosi, ecco le scalette complete dei sei concerti, in cui abbiamo eseguito un totale di 24 brani diversi.

Concert #1 – Teatr Nowy, Lodz

  1. Universal Gravitation
  2. Whisper

Concert #2 – Ulica Piotrkowska, Lodz

  1. Universal Gravitation
  2. Whisper
  3. Viva la Vida
  4. Flying Away
  5. The Theory of Relativity
  6. The Sound of Silence
  7. Love
  8. This Is Not The Strawberry Season
  9. Come Talk to Me
  10. Another Brick in the Wall, Part II
  11. Feelings
  12. Bad Romance

Concert #3 – Rogòw

  1. Universal Gravitation
  2. Whisper
  3. The Sound of Silence
  4. Flying Away
  5. The Theory of Relativity
  6. Frammenti
  7. Another Brick in the Wall, Part II
  8. Fix You
  9. Time Flies
  10. Feelings
  11. The Dark Tower, Part I: The Gunslinger
  12. Bad Romance (Encore)
  13. Frammenti (Encore)

Concert #4 – Church of Bedon

  1. Whisper
  2. Giochi di Luce
  3. Le Onde
  4. The Dark Tower, Part IV: Wizard and Glass
  5. Flying Away
  6. Umbrella
  7. Shadows
  8. Riflessi d’Autunno
  9. Father and Son
  10. Feelings
  11. Another Brick in the Wall, Part II

Concert #5 – Łowicz

  1. Universal Gravitation
  2. Love
  3. Let Her Go
  4. Father and Son
  5. The Theory of Relativity
  6. Whisper
  7. Drum Solo
  8. The Dark Tower, Part III: The Waste Lands
  9. Bad Romance
  10. Feelings
  11. Another Brick in the Wall, Part II

Concert #6 – Andrespol

  1. Universal Gravitation
  2. Whisper
  3. Viva la Vida
  4. Flying Away
  5. The Theory of Relativity
  6. The Sound of Silence
  7. Drum Solo
  8. The Dark Tower, Part III: The Waste Lands
  9. Bad Romance
  10. Feelings
  11. Another Brick in the Wall, Part II
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