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Festival della Lentezza 2017

Festival della Lentezza 2017

Ultimamente, per ragioni legate al tempo a mia disposizione, scrivo meno su questo blog. Ma oggi ho deciso di rallentare la mia giornata e commentare il bellissimo evento al quale abbiamo partecipato io e Daniele Leoni lo scorso weekend, a bordo di Pedala Piano. Vi voglio infatti parlare del Festival della Lentezza 2017.

Il Festival, organizzato dall’associazione dei Comuni Virtuosi, si tiene a Colorno (PR) ed è incentrato su un modo completamente diverso di vedere le cose, centralizzando il tema della lentezza per proporre eventi artistici e culturali, per un weekend ricco di eventi.

Per l’edizione 2017, è stato deciso di anticipare la manifestazione di una settimana, con una presentazione a Parma affidata a noi di Pedala Piano.

Per l’occasione, mi sono esibito insieme a Clelia Grignaffini e Federico Folloni, imbarcatisi a bordo del pianoforte a pedali. Clelia e Federico sono coppia nella vita ed un ottimo duetto piano e voce. Un piacere ascoltarli.

Il prequel di Parma ci ha permesso di tornare nelle stesse piazze dove ci esibimmo al Festival Verdi dello scorso anno, incuriosendo i passanti e risvegliando la memoria di chi era presente all’epoca.

Fra le curiosità della giornata, vi era sicuramente la presenza della bici verde in mezzo al traffico, accerchiata da autobus e mezzi vari, con tanto di incolonnamento al semaforo… per non parlare del fatto che abbiamo montato tutto in un parcheggio sotterraneo (e meno male che li almeno faceva fresco) che ci ha costretto a un’ inusuale risalita a spinta. Cose che capitano.

 

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Passa una settimana e finalmente ci esibiamo a Colorno, dove il nostro intervento vuole celebrare i 200 anni della bicicletta. Per l’occasione, siamo presenti io e Daniele, ignari del fatto che avremmo vissuto una delle giornate in musica più belle della nostra carriera.

Dentro alla splendida cornice della Reggia di Colorno si crea infatti una perfetta empatia fra il pianoforte verde ed il pubblico, caratterizzata dalla giusta atmosfera, da una giornata perfetta dal punto di vista metereologico e da una generale voglia di prendersela con calma e godersi tutto quello che viene offerto, dedicandogli il giusto tempo. Il risultato è pura magia e non nascondo che è quello a cui ambivamo quando abbiamo lanciato la pazza idea di costruire un pianoforte bicicletta e portarlo in mezzo alla gente.

Succede così che io e Daniele ci facciamo contagiare e ci perdiamo nel clima di sorrisi e benessere del festival, prolungando di alcune ore la nostra esibizione, scambiando battute con le bancarelle, pranzando allo street food, oziando al fresco riparo della reggia per poi essere pregati e costretti (mai dispiacere fu più piacevole) a riprendere a suonare e continuare, continuare inarrestabili fino alle otto e mezza di sera, orario in cui carico il pianoforte sulla macchina e, con un senso di nostalgia e di incredibile soddisfazione, prendo la strada per casa, consapevole di aver fatto qualcosa di grande, di aver vissuto a pieno un giorno, di essere felice.

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Fra i momenti memorabili della giornata, come non menzionare il duetto con Eddie, la lettura delle poesie accompagnate dalle dolci note di Daniele, l’esibizione di alcuni nuovi amici, conosciuti per l’occasione, proprio in sella a Pedala Piano.

Eddie che mi racconta del suo viaggio dalla Nigeria alla Libia, e poi sempre più a Nord, prima in mezzo al mare, poi a Lampedusa, Torino ed infine Parma. Mi racconta tutto questo fra un piatto e l’altro, perché sta lavorando, e con un sorriso grande e contagioso, fautore di buonumore. Mi racconta anche di come dietro a quel sorriso ci sia la sua personale e dolorosa battaglia per la vita, che compie tutti i giorni. Anche questo è il Festival della Lentezza.

Carta Costituzionale della Lentezza

Articolo 1. Tutte le persone hanno il diritto di essere felici, e la felicità è l’obiettivo comune a cui tendere in quanto comunità.

Articolo 2. Il tempo non è un contrattempo, un fastidio, un oggetto. Ma un dono. Il tempo è un bene comune da tutelare, custodire, vivere ad ogni istante con la giusta dose di spensieratezza. E lungimiranza.

Articolo 3. Giocare, nella Repubblica Democratica della Lentezza, è l’unico dovere sancito dalla carta costituzionale. Senza competizione o premi a cui ambire. Ma come puro divertimento e piacere.

Articolo 4. Siate lenti, pazienti, curiosi. Prendetevi il tempo necessario per essere sempre in orario con gli affetti, e al posto giusto nel momento giusto in cui si incrociano le emozioni per cui vale la pena esistere.

Articolo 5. L’ozio non sia vissuto come un vizio o uno sbaglio a cui porre rimedio. Ma come una possibilità. Per voi, e per i vostri figli. A cui sia data l’opportunità di aver tempo da perdere, l’occasione di annoiarsi. Il brivido di scegliersi per una volta cosa fare e con chi.

Articolo 6. La Repubblica Democratica della Lentezza si fonda sui sorrisi e gli abbracci. Ogni cittadino ha diritto a riceverne un quantitativo minimo garantito, impegnandosi a sua volta a farsi donatore e moltiplicatore per le strade del mondo.

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