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Piano City Napoli 2014

Piano City Napoli 2014

Con grande passione e coraggio, dopo il buon successo dell’edizione precedente, “Alberto Napolitano Pianoforti” ha deciso di rilanciare con Piano City, manifestazione che sta sempre più prendendo piede in giro per il mondo ed ideata dal pianista tedesco Andreas Kern. Le novità della nuova edizione sono tante: 300 pianisti, nuove location e la decisione di ospitare gran parte del festival alla Mostra d’Oltremare.

Venerdì mi accoglie una Napoli insolitamente piovosa e fredda, nella quale mi perdo in un giro d’ispirazione per entrare in clima e prepararmi al meglio per il weekend. SpaccaNapoli, piazza Dante, via Toledo, piazza del Pleibiscito, Tunnel Borbonico, lungomare Caracciolo… il mare e la notte! Cosa si può desiderare di meglio?


Arriva Sabato, vero primo giorno di Piano City, e mi reco alla mostra d’Oltremare a vedere il concerto di alcuni colleghi. La location è distante dal centro storico, vicina allo stadio San Paolo e raggiungibile solo per mezzo della Linea 2, diciamo non proprio all’avanguardia. La Linea 6, inserita sulle cartine della metro, risulta non pervenuta. La mostra di per sé è molto bella e l’ambiente è buono per questa manifestazione, ma è indubbio che la lontananza dal centro, la difficoltà dei collegamenti, rappresentino un handicap da rivedere in chiave futura.

Alle 13 e 30 mi sono gustato un ottimo Nico Pistolesi, che ha saputo creare atmosfere deliziose e mai banali, anche se non prediligo il suo genere. Uno dei talenti italiani di cui continueremo sicuramente a sentire parlare.


Giusto il tempo per seguire parte del seminario sulla storia di Steinway & Sons (interessantissimo) e poi via in macchina per il caos dei vicoli di Napoli, per raggiungere l’Alter Ego, dove mi aspettava la mia prima esibizione. Il locale è un’interessante nuova realtà nel centro storico di Napoli e il pianoforte era perfettamente inserito in una scenografia molto suggestiva. Ho selezionato una playlist che prediligo per eventi di questo tipo, in cui reinterpreto alcuni famosi successi pop in chiave pianistica, accostandoli alle mie canzoni.

L’esibizione scorre veloce, cedo il pianoforte al mio amico DeLord e subito di corsa in Taxi ai Quartieri Spagnoli, dove mi attende l’House Concert. Sono già stato qui l’anno scorso e conosco l’ospitalità dei padroni di casa e il calore del pubblico… ma riscoprirlo mi dona un vortice di emozioni nuove. Suonare qui è speciale! Mi racconto in sei canzoni, poi cedo il testimone a Claudio Siano.

A seguire un fantastico buffet e poi… ci raggiunge DeLord! Il pianista modenese ne approfitta per regalarci alcune sue composizioni e poi ci lanciamo in un inedito quattro mani che, alle undici di una lunghissima giornata, mi mette a dura prova! Guarda il video!
In questo modo si è conclusa la fantastica giornata di Sabato.


Domenica ci accoglie finalmente con un sole splendente.

Giusto il tempo per una colazione veloce e poi di corsa di nuovo alla Mostra d’Oltremare, stipato dentro ad un treno pieno di tifosi del Napoli diretti al San Paolo per la partita casalinga della squadra partenopea. Ho un po di tempo e lo passo a sviluppare discorsi interessanti su Piano City, sul mondo della musica, sui pianoforti insieme a Marco, padre di Piano City Napoli; a seguire il concerto di Rocco Mentissi. Non conoscevo Rocco di persona, anche se mi scrisse un po’ prima di scendere a Napoli, e devo dire che è stato un piacere incontrarlo, scambiarci visioni di vita, ascoltare la sua musica.

Colgo l’occasione per gustarmi dal vivo anche Arturo Stalteri  che mi sorprende con una versione pianistica di Hoppipolla dei Sigur Ros, nella magica cornice dell’Hotel Decumani.

Mi reco infine a Palazzo Berio dove mi aspetta il mio ultimo concerto, preceduto dall’esibizione di altri pianisti, fra i quali spicca il mio amico Bruno Bavota. Bruno è il pianista dell’emozione; i suoi concerti si tingono di brividi e passione, un mix di sensazioni che solo con lui provo. Magistrale l’esecuzione a luce spenta di “Who loves, lives”.

Infine tocca a me e devo dire che non è per nulla semplice “riprendermi” dall’esibizione di Bruno e concentrarmi sulla mia musica; sono molto provato e in un qualche modo questo mi mette in difficoltà. La mia esecuzione però scorre bene e si instaura un bel clima con i fedeli rimasti in sala e il lungo applauso finale mi regala un mix di emozioni uniche ed un empatia verso questa gente che non mi conosce, mi viene a sentire e mi regala tutto questo amore.

Piano City Napoli termina così, e come tutte le cose belle,  serve un po’ di tempo per realizzare quello che è stato, inquadrare, rivivere, scrivere. In treno verso casa penso che sia stata una grandissima faticata, che ci metterò un po’ a riprendermi, ma che gli applausi, le emozioni provate, la magica atmosfera che crea il pianoforte, i complimenti disinteressati, me li porterò nel cuore per tanto tempo, fino a quando la magia si rinnoverà ancora e ancora.

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