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I Play Yours: Viva la vida

I Play Yours: Viva la vida

Oggi vi parlo del secondo brano che nel Dicembre 2014, decisi di interpretare per il mio progetto I Play Yours. Si tratta di “Viva la vida” dei Coldplay.

Un po’ di informazioni (rigorosamente da Wikipedia):

Viva la vida è un singolo del gruppo musicale britannico Coldplay, il secondo estratto dal quarto album in studio Viva la vida or Death and All His Friends e pubblicato il 12 giugno 2008. Il singolo ha ricevuto una candidatura ai Grammy Awards 2009 nella categoria registrazione dell’anno e ha vinto nelle categorie canzone dell’anno e miglior interpretazione vocale di gruppo. Inoltre, secondo il sito ChartItalia, è il “brano del decennio” 2000-2010.” … “Il testo di Viva la vida contiene molti riferimenti religiosi. Ad esempio, i “pilastri di sabbia” sono un chiaro riferimento alla parabola evangelica in cui Gesù parla dello stolto che costruisce la casa sulla sabbia, mentre il saggio la edifica sulla roccia. «So che San Pietro non chiamerà il mio nome» fa riferimento a Matteo 16:19, passo in cui Gesù dice a Pietro che gli darà le chiavi del regno dei cieli, ed alla credenza per cui l’apostolo presidi la porta del paradiso, concedendo o negandovi l’entrata. Altri riferimenti di sapore biblico (benché non univoci) sono il «mare si alzava quando io lo dicevo» (Mosè che divide il Mar Rosso), e «la mia testa su un vassoio d’argento» (decapitazione di Giovanni Battista). Un evidente riferimento storico è, invece, il verso che recita «io tiravo il dado», che indica ovviamente Gaio Giulio Cesare ed il suo alea iacta est. Il brano ha aperto un ampio dibattito sui suoi significati. Molti vi hanno visto riferimenti a molti temi, come la Rivoluzione francese. I componenti del gruppo non hanno contribuito a queste voci, riferendosi più ai re e rivoluzionari in genere che a persone specifiche. Il frontman Chris Martin ha spiegato il verso “I know Saint Peter won’t call my name” in un’intervista a Q:

« È più o meno come… non sei nella lista. Ero un ragazzaccio. Mi ha sempre affascinato quell’idea di finire la tua vita e poi venire giudicato. È un’idea comune a molte religioni. Ecco perché la gente fa esplodere gli edifici: perché pensa che poi avranno un mucchio di vergini per loro. Mi sembra, come dire, finire in un gruppo… È la cosa più terribile che puoi dire a qualcuno. La dannazione eterna. Conosco queste cose perché le ho studiate, ci ero dentro. Lo so. Mi terrorizza ancora un po’. Ed è una cosa seria. »

Sull’argomento, il bassista Guy Berryman ha dichiarato:

« È la storia di un re che ha perso il suo regno, e tutto il concetto dell’album è basato sull’idea di rivoluzionari e guerriglieri. C’è questo punto di vista sottilmente anti-autoritario sotteso in alcuni testi ed è un po’ la connessione tra l’essere accerchiati dalle autorità, ma siamo anche esseri umani con delle emozioni, destinati a morire, e la stupidità di ciò che dobbiamo fare ogni giorno. »”

Pare inoltre che Chris Martin, prima dell’uscita del disco contenente il brano, disse che quell’album avrebbe avuto una canzone che tutti quanti avrebbero sentito almeno una volta prima di morire.

Io personalmente ritengo questa traccia sublime e ne ho fatto una mia modesta versione, in cui cerco di sposare i miei usuali fraseggi con l’intensità della versione originale.

Qui di seguito puoi ascoltare la mia versione, seconda traccia di “I Play Yours, Vol.1”:

Andrea Carri – I Play Yours, Vol. 1

Questo è il video che ho realizzato per YouTube:

Mentre questo è il video originale:

Infine, ecco il testo del brano:

I used to rule the world
Seas would rise when I gave the word
Now in the morning I sleep alone
Sweep the streets I used to own

I used to roll the dice
Feel the fear in my enemy’s eyes
Listened as the crowd would sing
Now the old king is dead long live the king
One minute I held the key
Next the walls were closed on me
And I discovered that my castles stand
Upon pillars of salt and pillars of sand

I hear Jerusalem bells a-ringing
Roman cavalry choirs are singing
Be my mirror, my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can’t explain
Once you’d gone there was never
Never an honest word
And that was when I ruled the world

It was a wicked and wild wind
Blew down the doors to let me in
Shattered windows and the sound of drums
People couldn’t believe what I’d become
Revolutionaries wait
For my head on a silver plate
Just a puppet on a lonely string
Oh who would ever want to be king?

I hear Jerusalem bells a-ringing
Roman cavalry choirs are singing
Be my mirror, my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can’t explain
I know St Peter won’t call my name
Never an honest word
But that was when I ruled the world

Oh oh oh oh ohh oh [x5]

Hear Jerusalem bells a-ringing
Roman cavalry choirs are singing
Be my mirror, my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can’t explain
I know St Peter won’t call my name
Never an honest word
But that was when I ruled the world.

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