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Canzone della speranza sahrawi

Canzone della speranza sahrawi

Sarebbe lungo e complicato raccontarvi la storia del popolo sahrawi, da anni esule, cacciato dalla propria terra in nome del profitto e degli interessi economici. Questa gente, orgogliosa e fiera, vive nel bel mezzo del deserto algerino, in campi profughi costruiti con tende o argilla, grazie agli aiuti umanitari provenienti da tutto il mondo.
50 gradi di giorno, 0 gradi di notte.

Donne, uomini e bambini. Stranieri nella propria terra.

Ho avuto il piacere di conoscere alcuni volontari che si battono per migliorarne le condizioni di vita, insegnando ad esempio ai farmacisti locali a crearsi da soli le medicine occorrenti, nonostante tutte le difficoltà di un campo profughi… la vecchia storia del “è più importante ed efficace insegnare a pescare che fornire il pesce”.
Queste persone rinunciano alle loro vacanze per andare laggiù ad aiutare questo popolo. Si chiama carità e fratellanza.

Il popolo sahrawi, come molte persone oppresse, vuole tornare a vivere nella propria casa, e non chiede altro! Ora, anche se questi problemi sembrano lontano anni luce da noi, in realtà ci riguardano da molto vicino… un popolo che vive bene nella propria terra, non tenterà mai di emigrare! Se li aiutiamo, aiutiamo anche noi, per il bene di tutti.

Lasciando comunque da parte il discorso immigrazione, ho avuto il piacere di conoscere anche alcuni rappresentanti di questi profughi, persone che lottano tutti i giorni contro mille difficoltà per far vivere meglio la propria gente.
Dopo tutto questo non potevo che scrivere un brano!

Il 10 Luglio 2013, nel mio spettacolo a Campegine (RE), mio paese natio, ho avuto la fortuna e l’onore di averli sul palco insieme a me… un’emozione unica ed una fantastica occasione per sensibilizzare, per parlarne, per mostrare un’altra faccia della medaglia della vita. Mulai e i suoi bambini, futuro del popolo, ci hanno regalato una performance unica, che potete trovare in questo video.

Alla fine mi hanno regalato la loro bandiera, Nera come l’oppressione, Bianca come la Pace, Rossa come il sangue, Verde come la libertà.

Come potete notare anche loro sono pieni di speranza e lo sono nonostante le condizioni proibitive in cui vivono e l’immobilismo della società occidentale.

È la speranza a permettergli di sperare in un futuro migliore.

Non perdetela. Mai.

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